Museo

La zeróla

Zerola
La zeróla serviva per conservare sott’aceto o sott’olio i peperoni, le melanzane, i pomodori verdi ed altri alimenti.

Era un recipiente di terracotta caratterizzato da una larga apertura superiore. Presentava un’ampia fascia impermeabile liscia – trattata con prodotti particolari – in prossimità dell’apertura, per evitare che l’olio o l’aceto, che poteva colare dai bordi, potesse impregnare le porosità della terracotta in cui era realizzato il recipiente.

Due zerola

 

Autóne

Mangiatoia per maiali
L’autóne era la mangiatoia per maiali, realizzata in pietra in modo che il maiale, col suo possente muso, non riuscisse a rovesciarla
Veniva fatto a mano, con lo scalpello ed il martello. A realizzarlo erano i numerosi scalpellini che si trovavano nel paese.
Chi ha la fortuna di averne uno in casa, lo conserva gelosamente come testimone di una cultura contadina ormai avviata ad una rapida estinzione.
Nella figura qui in basso è riportato un autóne1 che ha le seguenti dimensioni: larghezza 48cm, profondità 37cm, altezza 26cm, profondità dell’incavo 17cm.
Mangiatoia per maiali
Come mangiatoia per maiali veniva usato anche ‘re teniélle2 che era costituito da un recipiente ampio, alto circa venticinque centimetri, realizzato dai falegnami con tavole di legno, con alle estremità due maniglie costituite anch’esse da due tavole di legno perforate. ‘Re teniélle doveva poter contenere 2 Kg di vrénna, ossia di crusca.

 


1 Nella nostra arbitraria trascrizione della pronuncia del dialetto laurentino, la “e” si pronuncia solo se accentata (“é” chiusa come nella parola “perché” oppure “è” aperta come nella parola “cioè”).
2 Da non confondersi con ‘re tianiélle che, invece, era un recipiente in terracotta largo e basso usato per far cuocere il brodo.

 

R’ pegnàte

Recipiente per cuocere i fagioli
R’ pegnàte era un recipiente di terracotta che serviva per far cuocere i fagioli utilizzando il calore del fuoco acceso nel caminetto. Veniva poggiato a terra accanto a r’ tréppete (il treppiede)

Quando si cucinava la cotica con i fagioli (la cótena cu r’ fasùre), si metteva la cotica sul fondo del recipiente e poi si riempiva r’ pegnàte di fagioli ed acqua.

C’è da precisare che r’ pegnàte (sostantivo di genere maschile) è un recipiente come quelli riportati nella foto grande in basso, invece la pegnàta (sostantivo di genere femminile) indicava un recipiente dalle stesse caratteristiche ma sensibilmente più grande.

Pegnàte

pegnàte 1: altezza 15,50 cm – diametro 13,50 cm

pegnàte 2: altezza 16,50 cm – diametro 14,50 cm

 

Le uìnnere

Base in pietra di uno uìnnere
Abbiamo fotografato una sfera di pietra leggermente schiacciata ai poli, con un buco sulla parte superiore. Non riuscivamo a capire quale potesse essere stato il suo uso
Arcolaio

Poi abbiamo chiesto in giro fino a quando non abbiamo scoperto che si tratta della base in pietra di uno uìnnere (in italiano arcolaio) in cui era infilato il bastone di ferro su cui girava una intelaiatura di legno. Intorno alla intelaiatura era sistemata una matassa di lana (o altro materiale costituito da un lungo filo) per poterne ricavare gomitoli.

Base di un arcolaio

Tirando il filo, l’intelaiatura di legno girava intorno al bastone di ferro infilato nella base in pietra.

A destra è rappresentata schematicamente la struttura di un arcolaio del tipo considerato.

Le dimensioni della pietra riportata a sinistra sono approssimativamente 18 cm di circonferenza e 11,5 cm di altezza.

 

Il mortaio

Mortaio
Una volta non c’era il sale fino: si comprava il sale grosso e poi in casa si pestava nel mortaio per sminuzzarlo. Abbiamo fotografato un mortaio (in dialetto mertàle) ancora in ottime condizioni
Mortaio

All’interno vi è il pestello in legno (in dialetto le pesatùre).

Durante la guerra per procurarsi il sale bisognava ricorrere alla borsa nera e spesso non era neppure pulito ma era frammisto a residui di terra e pietre. Per questo lo si lavava e lo si faceva asciugare prima di pestarlo.

Le dimensioni del mortaio sono 18 cm di circonferenza (23 cm se misurata includendo le protuberanze di pietra) e 11,5 cm di altezza.