Storia

Missioni dei Passionisti

Padri Passionisti
I Padri Passionisti che sono venuti in missione a San Lorenzo Maggiore hanno piantato croci a ricordo della loro permanenza.

Le abbiamo fotografate e qui di seguito ne pubblichiamo le immagini con la trascrizione delle incisioni riportate sulle lapidi.

Croce in via Cornicelli:

Croce in via Cornicelli
Croce in via Cornicelli

Sulla croce di via Cornicelli è riportata solo una data: 1901.
Non sappiamo se la croce commemori una missione passionista o meno.
Chi può fornire ulteriori precisazioni, è pregato di contattarci. Grazie.

Croce in via Elci:

Croce in via Elci
Lapide della croce in via Elci

lapide:

S.MISSIONE
PP.PASSIONISTI
X   X   X
28 FEBBRAIO         14 MARZO
1982

Croce all’incrocio tra via Pezzillo e via Pio XI (via della Canonica):

Croce all'incrocio tra via Pezzillo e via Pio XI
Lapide Anno Giubilare 2000
Lapide Missione Passionisti 1947
Lapide Missione Passionisti 1960
Lapide Padre Raffaele

prima lapide:

COMUNE DI
S. LORENZO M.
A RICORDO
NUOVA POSA
IN OPERA
ANNO GIUBILARE
2000

seconda lapide:

RICORDO
DELLA
SANTA MISSIONE
12-26 OTTOBRE 1947

terza lapide:

GESÙ MIO MISERICORDIA
MISSIONE
DEI PP. PASSIONISTI
S. LORENZO MAGGIORE
13-27 NOVEMBRE 1960

quarta lapide:

A RICORDO IMPERITURO
DI PADRE RAFFAELE PASSIONISTA
QUI CADUTO SULLA BRECCIA
NELL’ESERCIZIO
DELLA SUA PREDICAZIONE
PER LA SALVEZZA DELLE ANIME
21 – 11 – 1960

Nell’ultima lapide è citato padre Raffaele che morì durante la missione passionista del novembre del 1960, venuto a predicare nel nostro paese per la salvezza delle anime dei Laurentini.

Ricordiamolo nelle nostre preghiere.

Le foto delle croci di via Cornicelli ed all’incrocio tra via Pezzillo e via Pio XI sono di Lorenzo Ferrara.

 

Aeroplani su San Lorenzo Maggiore

Aeroplano
Durante la seconda guerra mondiale squadriglie di aerei sorvolavano il Sannio e San Lorenzo Maggiore per raggiungere le destinazioni delle loro incursioni. Volavano in formazione di 9 aerei disposti a forma di rombo

Probabilmente erano bombardieri che andavano a colpire i loro obiettivi. Tuttavia in quei mesi del ’43 si vedevano sfrecciare in cielo anche aerei da caccia. Era frequente sentire i colpi di mitragliatrice che aeroplani nemici si scambiavano sorvolando la Valle Telesina.

Da San Lorenzo Maggiore si poté assistere alle terrificanti incursioni alleate contro Benevento. Si vedeva da lontano il fumo salire dalla città bombardata e, nel cielo sopra Benevento, le piccole nuvole di fumo provocate dallo scoppio dei proiettili dei cannoncini antiaerei che tentavano, come potevano, di ostacolare le missioni degli aerei inglesi ed americani.

Ju 87 Stuka
(L’immagine è tratta da Wikipedia – rilasciata sotto GNU Free Documentation License)

Quando veniva bombardata Napoli di notte, si vedevano i bagliori delle esplosioni dietro il massiccio del Taburno, alle spalle di Solopaca. Sempre alle spalle di Solopaca, di notte, erano visibili una mezza dozzina di fasci luminosi che scandagliavano il cielo, alla ricerca di aerei nemici in avvicinamento.

In un’occasione attraversarono il cielo aerei che si lasciavano dietro delle strisce di fumo bianco (probabilmente erano i primi aerei a reazione). Tra la popolazione si diffuse il panico perché si pensava che quegli aerei stessero buttando il gas per colpire la popolazione civile.

Accadde che un aereo inglese precipitò sul monte che si trova a nord-ovest di San Lupo, chiamato “la Crucélla”. Un gruppo di persone si avviò lungo le pendici del monte e si diresse verso l’aereo per catturare i nemici. Fu trovato un solo inglese superstite, ferito. Fu consegnato alle autorità militari dell’epoca.

Ringraziamo Romeo Ferrara per averci raccontato ciò che ricorda di quel periodo.

 

La leggenda del dipinto di Santa Maria della Strada

Particolare della mattonella affissa dinanzi il Convento di Santa Maria della Strada Riportiamo la trascrizione del testo dipinto su una mattonella affissa dinanzi il Convento di Santa Maria della Strada situato a Piana di San Lorenzo Maggiore. Il testo riporta la leggenda popolare che narra la scoperta del dipinto raffigurante la Madonna.

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Convento di Santa Maria della Strada. San Lorenzo

La leggenda popolare narra che la Vergine Maria appare ad una donna, invitandola a scavare nel luogo ove successivamente fu costruita l’attuale chiesa. A tre metri di profondità, sarebbe stata trovata una cappella, all’interno della quale era custodito un dipinto raffigurante la Madonna.

Oggi, questo sacello costituisce la cripta della chiesa. Anch’essa ha subito parecchi rifacimenti. Nella cripta, si conservo il foro da cui sarebbe stata estratta l’icona da cui, poi sarebbe sgorgata una fonte miracolosa.

L’immagine ritrovata è dipinta su tavola, raffigura Maria, a mezzo busto, col Bambino in braccio che, a sua volta, sostiene con la mano sinistra il globo.

L’icona presenta carattere stilistici tardo-bizantino e trae la denominazione dall’essere stata la pala d’altare di una chiesa che fiancheggiava un vecchio tracciato oggi scomparso.

Non è certa la data del convento e del tempio. Con ogni probabilità, essi, risalgono al XV secolo, epoca in cui è documentata la presenza di una Grancia Benedettina. Nel XVI secolo, la strutura fu data ai Padri Eremitani. Il complesso convantuale era adiacente ad un ponte medievale, su cui passava la Via Latina, percorso di grande importanza, mediante il quale Roma si collegava a Benevento e in prosiguo, alla Puglia.

Bottega “Vecchia Cerreto”

Foto della mattonella

Articolo a cura di Alessia Pezzillo e Lorenzo Ferrara.

 

Laurentini Caduti in guerra

Corona
Le guerre che l’Italia ha sostenuto nel secolo scorso hanno richiesto un tributo di sangue anche alla nostra comunità

Per non dimenticare i Laurentini che sono morti in tali tragiche circostanze, pubblichiamo l’elenco dei caduti così come riportato nelle lapidi fissate alla torre civica di San Lorenzo Maggiore, in piazza Antinora. Tutte le foto sono state scattate da Lorenzo Ferrara.

 

Torre civica con orologio

CADUTI NELLA PRIMA GUERRA MONDIALE
1915 – 1918

Iannotti Giovanni fu Vincenzo
Sarrapochiello Lorenzo di Nicola
D’Addona Luigi di Giuseppe
Caputo Arturo di Giovanni
De Libero Luigi di Angelo
Fasulo Lorenzo di Pasquale
Conti Pietro di Raffaele
Paolella Giuseppe di Michele
Iannotti Vincenzo di Lorenzo
Fasulo Giuseppe di Libero
Tomasiello Domenico fu Lorenzo
De Luca Antimo fu Antonio
Iannotti Francesco di Vincenzo
Calbrese Giuseppe di Nicola
Procaccino Salvatore di Donano
Di Donato Vincenzo di Giuseppe
De Libero Carmine di Angelo
Sarrapochiello Giulio di Nicola
Pezzillo Giuseppe di Angelo
Iannotti Giuseppe fu Tommaso
De Libero Giuseppe fu Angelantonio
Ciavanni Giuseppe fu Isidoro

CADUTI NELLA GUERRA D’AFRICA
1935-1936

Biondi Giovambattista di Gaetano

CADUTI NELLA SECONDA GUERRA MONDIALE
1940-1945

Barbato Francesco di Lorenzo
Cicchiello Pietro di Pasquale
Conti Giovanni di Antonio
Di Staso Pasquale di Lorenzo
Fanfulla Giovanni di Giuseppe
Fanfulla Mario di Giuseppe
Guerrera Vittorio di Gaetano
Gugliotti Pietro di Salvatore
Iannotti Ettore di Pasquale
Leone Luca di Giovanni
Mei Vincenzo di Giuseppe
Romanelli Antonio di Nicola
Salvatore Mario di Giovanni
Salvatore Donato di Lorenzo

 

Lapidi dei caduti

 

Passaggio di eserciti

Panzer IV
San Lorenzo Maggiore è stato luogo di transito per truppe di diversi eserciti durante la seconda guerra mondiale. Qui di seguito riportiamo ricordi che si riferiscono a quei drammatici frangenti

I Tedeschi
I Tedeschi arrivarono con i carri armati. La colonna sostò lungo via Pezzillo, in largo Sopra Santi e via Palazzese. Per il paese si sentiva lo sferragliare dei cingoli dei carri armati.

Durante la loro breve permanenza (sette o otto giorni), compirono razzie ed eseguirono perquisizioni soprattutto per cercare maiali, sale e patate.

Quando ripartirono, dovettero lasciarsi dietro un carro armato in avaria. Tale carro armato era fermo in via Pezzillo a circa 150 metri sopra la chiesa di San Lorenzo Martire (zona a quei tempi completamente libera da abitazioni).
Quando i tedeschi si allontanarono, la gente affamata si avvicinò al carro armato e qualcuno entrò all’interno del mezzo in cerca di qualcosa da mangiare. I ragazzini invece si avvicinarono al carro soprattutto per prelevare nastri di mitragliatrice.
La coda della colonna tedesca che si stava ritirando, era arrivata all’incrocio tra via Pezzillo, via Elci e la strada vecchia per Guardia Sanframondi, più o meno dove ora sorge lo stabilimento NIFO. Da quell’altura, i Tedeschi cominciarono a sparare con un cannoncino in direzione del carro armato lasciato abbandonato nella curva sottostante, per dissuadere la popolazione civile dall’avvicinarsi, provocando un fuggi-fuggi generale.

Carro armato tedesco Panzer IV
(l’immagine è tratta da WikipediA)

I Tedeschi, prima di ritirarsi, fecero saltare la cabina elettrica all’incrocio tra via Castagna e via Pendino, il ponte di via Pezzillo (a circa 300 metri sopra la chiesa di San Lorenzo Martire), lo stretto ponte che collega la piana di San Lorenzo a Ponte, il ponte di via Santa Maria che si trovava di fronte all’attuale municipio ed il ponte sul torrente Ianara che collega San Lorenzo Maggiore a San Lupo.
Le esplosioni proiettarono pietre e detriti in aria ed essi poi ricadero sui tetti delle case provocando rumori di tegole che si rompevano.

Gli Americani
Gli americani si accamparono alla fine di via Palazzese (“viale dei platani”), in via Palazzo e dove ora c’è il campo sportivo. Tra di loro c’erano molti soldati di colore. Si fermavano nella cantina Iannotti – in via Palazzo – a bere vino. Si potevano trovare riuniti in crocchi ai lati delle strade intenti a friggere patate negli elmetti. Restarono a San Lorenzo Maggiore 9 giorni.
Fissarono il loro quartier generale nell’edificio della Canonica.
Prima di partire, montarono un cannone antiaereo alla fine di via Elci, alle spalle della chiesa di San Bernardino.

I Canadesi
I canadesi si accamparono anch’essi alla fine di via Palazzese – dove prima c’era “la frana” – e lì montarono una cucina da campo che funzionava attraverso la combustione di nafta e si avvertiva distintamente il rumore del bruciatore. Montarono anche una sorta di cinema all’aperto: proiettavano film di Tom Mix. Restarono a San Lorenzo Maggiore quaranta giorni. I ragazzini si recavano alla cucina da campo canadese con piccoli recipienti per farsi dare un po’ di cibo, magari ciò che non veniva consumato durante il rancio. Invece delle uova avevano la “polvere d’uovo”, probabilmente uova disidratate che, con un po’ d’acqua e d’olio, permetteva di fare delle frittate per i soldati le quali venivano anche, in parte, distribuite alla popolazione civile. I canadesi – come gli americani – distribuivano anche gomme da masticare e sigarette, soprattutto durante la proiezione delle pellicole.
Quando andarono via i Canadesi, finì anche la disponibilità di cibo per i laurentini.

I Polacchi
I polacchi si accamparono nella chiesa del SS. Nome di Dio in Largo di Corte.

Gli Inglesi
Gli inglesi si rivelarono meno disponibili ad intrattenere rapporti con la popolazione locale.

Paracadute con scritta NEMBO
I paracadutisti della Nembo e della Folgore
I paracadutisti italiani della divisione Nembo si accamparono nell’ex Casa del Fascio (ex-asilo) in Largo di Corte e nella chiesa di SS. Nome di Dio. In seguito alla profanazione, il vescovo mons. Salvatore del Bene dovette nuovamente consacrare tale luogo di culto.
Qui a lato è ritratta l’immagine di un paracadute – tutt’ora ancora visibile – inciso sull’intonaco di un muro, alle spalle della cabina elettrica di via Pendino (foto di Lorenzo Ferrara). Il disegno fu realizzato da uno sconosciuto soldato della divisione di paracadutisti della Nembo quando questa si trovò a sostare nel nostro paese. In fondo al disegno, infatti, si possono ancora leggere alcune lettere della scritta NEMBO.
Insieme a loro arrivarono anche dei paracadutisti della divisione Folgore.

Numerosi soldati di tali divisioni e altri soldati italiani di passaggio per San Lorenzo Maggiore, vi si accasarono maritandosi con ragazze laurentine.

Ringraziamo Romeo Ferrara per aver riportato alla memoria i ricordi della sua infanzia.

 

Oscuramento

Oscuramento
Come in altre località d’Italia e d’Europa, anche nel nostro paese la guerra impose alla popolazione civile l’adozione di misure precauzionali sul rispetto delle quali vigilavano, in modo più o meno severo, le autorità militari e la milizia fascista

Tra le abitudini che i Laurentini furono costretti a mutare, vi erano quelle relative alla gestione della illuminazione pubblica (nelle strade) e privata (nelle abitazioni).

Le necessità dettate dalla guerra, imponevano ai centri abitati di non essere individuabili di notte, nell’oscurità, da eventuali aerei nemici che sorvolassero il territorio italiano perché avrebbero potuto sganciare bombe sulle case illuminate oppure orientarsi per raggiungere le destinazioni delle loro incursioni. Bisognava osservare le norme del cosiddetto oscuramento, cioè fare in modo che nessuna luce fosse visibile dall’alto. Era obbligatorio chiudere gli sportellini dietro le finestre delle abitazioni e spegnere le luci che potessero essere viste all’esterno. Chi aveva delle lampadine, le copriva con una calza nera per attenuarne il chiarore in modo che la luce che ne scaturiva risultasse più fioca.

L’oscuramento scattava alle ore 18:00 quando giovani fascisti giravano per le strade del paese incitando a spegnere le luci ed a coprire i vetri delle finestre in modo che non trapelasse alcun chiarore, gridando la frase: “spegnete le luci”.
Alle 18:00 scattava anche il coprifuoco – cioè il divieto di uscire per le strade se non in possesso di un particolare permesso – e durava sino alle ore 8,00 del mattino successivo.

Ringraziamo Romeo Ferrara per averci fornito tali notizie.

 

San Lorenzo Maggiore, ritrovato ordigno della Seconda Guerra Mondiale

Ordigno bellico
Alessia Pezzillo ci ha inviato la foto dell’ordigno bellico della Seconda Guerra Mondiale, ritrovato qualche giorno fa in una campagna di San Lorenzo Maggiore.

Questo è l’ordigno, lungo circa 40 centimenti

Ordigno bellico della Seconda Guerra Mondiale

e questo è il luogo in cui è stato ritrovato

Ringraziamo ancora Alessia, che ci ha prontamente inviato queste foto.