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Poesia popolare religiosa. studi e testi di leggende agiografiche e moraleggianti del Sannio beneventano


di Del Donno Manfredi, Olschki, 1964

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L' rùcele

Cerchio di botte L' rùcele era costituito da un cerchio di ferro che poteva essere sia un cerchio di botte, sia l'orlo di ferro di una bacinella di rame (che si chiamava cónca)

Veniva fatto rotolare lungo le strade usando un'asta di ferro (chiamata angenètte1, cioè "piccolo uncino") lunga circa 40 cm che portava all'estremità un uncino sagomato in modo da poter accogliere l' rùcele in tutta la sua larghezza, così come illustrato nella figura grande in questa pagina.
Rucele L' rùcele poteva avere larghezza variabile: se era un cerchio di botte, era largo circa 3,5 cm, se era l'orlo di ferro delle bacinelle di rame, aveva una larghezza di circa 1,5 cm.

Usando quest'asta di ferro, era possibile spingere e guidare l' rùcele facendolo girare verso destra o verso sinistra, anche correndo.

Questo gioco era pure un espediente per non rendere noiosi i tragitti verso i centri abitati vicini, compiuti a piedi seguendo il percorso delle strade (che venivano chiamate vìa nòve).
Si camminava o si correva facendo rotolare l' rùcele lungo 'l passiatùre (ossia una delle due tracce impresse dalle ruote dei carri lungo le strade ricoperte di pietre2).

Insomma l' rùcele non era semplicemente un gioco: era un pretesto per impegnare il tempo che trascorreva per compiere il tragitto. Non raramente, si chiedeva in prestito l' rùcele per raggiungere, a piedi, un paese vicino.

Ringraziamo Romeo Ferrara per le notizie che ci ha fornito.

 
1 Nella nostra arbitraria trascrizione della pronuncia del dialetto laurentino, la "e" si pronuncia solo se accentata ("é" chiusa come nella parola "perché" oppure "è" aperta come nella parola "cioè").

2 Le pietre che ricoprivano le strade avevano un diametro di circa 5-7 centimetri. Le rocce venivano ridotte a queste dimensioni da operai spaccapietre - chiamati appunto spàccaprètele - che venivano pagati a cottimo, in base ai metri cubi di pietre lavorate.
Nelle tracce delle ruote dei carri - che costituivano la carreggiata - si raccoglieva la polvere formata dalle stesse ruote dei carri che lentamente, ad ogni passaggio, consumavano le pietre che costituivano il fondo stradale. Tale polvere veniva spesso raccolta ed utilizzata per creare un impasto con altro materiale da costruzione da impiegare nell'edilizia.


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