L'asìle sott'à l'urme
L'edificio ritratto nella foto si trova in Largo di Corte e viene comunemente chiamato l'asìle. Davanti ad esso ci sono due brevi rampe di scale speculari attraverso cui si accede alla porta d'ingresso.Senza poter fornire indicazioni cronologiche, possiamo ripercorrere le varie destinazioni dell'edificio riferendoci alle memorie di chi è avanti con gli anni e alla tradizione orale.
Originariamente l'edificio era un ospedale, poi si trasformò in un carcere, poi nella casa del fascio, quindi nel dopolavoro, poi in un asilo nido ed infine fu dato in fitto ad un privato. Attualmente è ritornato nella disponibilità della Parrocchia alla quale apparterrebbe ed ora viene offerto in particolari occasioni ad associazioni per incontri, riunioni e mostre.
L'asilo, era il luogo in cui, durante il fascismo, si raccoglieva l'oro, il rame e la lana "per la patria". La raccolta avveniva nei locali a piano terra che si affacciano su via Mulino. A tal uopo, arrivava un incaricato da Guardia Sanframondi che, in particolare, prendeva le pentole di rame consegnate dai cittadini e le bucava con uno scalpello in modo che non potessero essere più utilizzate.
Secondo alcuni racconti, prima della seconda guerra mondiale (a cavallo degli anni '20 o prima?) vi erano stati rinchiusi prigionieri austriaci. Siccome i carcerieri non avevano cibo da dare ai prigionieri, li portavano in campagna a lavorare così il padrone delle terre almeno provvedeva a sfamarli.
La foto pubblicata in calce è di Lorenzo Ferrara.



