L’asìle sott’à l’urme

Edificio dell'asilo
L’edificio ritratto nella foto si trova in Largo di Corte e viene comunemente chiamato l’asìle. Davanti ad esso ci sono due brevi rampe di scale speculari attraverso cui si accede alla porta d’ingresso.

Senza poter fornire indicazioni cronologiche, possiamo ripercorrere le varie destinazioni dell’edificio riferendoci alle memorie di chi è avanti con gli anni e alla tradizione orale.

Originariamente l’edificio era un ospedale, poi si trasformò in un carcere, poi nella casa del fascio, quindi nel dopolavoro, poi in un asilo nido ed infine fu dato in fitto ad un privato. Attualmente è ritornato nella disponibilità della Parrocchia alla quale apparterrebbe ed ora viene offerto in particolari occasioni ad associazioni per incontri, riunioni e mostre.

L’asilo, era il luogo in cui, durante il fascismo, si raccoglieva l’oro, il rame e la lana “per la patria”. La raccolta avveniva nei locali a piano terra che si affacciano su via Mulino. A tal uopo, arrivava un incaricato da Guardia Sanframondi che, in particolare, prendeva le pentole di rame consegnate dai cittadini e le bucava con uno scalpello in modo che non potessero essere più utilizzate.

Secondo alcuni racconti, prima della seconda guerra mondiale (a cavallo degli anni ’20 o prima?) vi erano stati rinchiusi prigionieri austriaci.
Siccome i carcerieri non avevano cibo da dare ai prigionieri, li portavano in campagna a lavorare così il padrone delle terre almeno provvedeva a sfamarli.

La foto pubblicata in calce è di Lorenzo Ferrara.

Edificio dell'asilo in piazza Largo di Corte

 

3 Comments

  1. Me lo ricordo adibito a asilo. Sarebbe utile un recupero di una memoria così antica. Speriamo che un lungimirante amministratore proceda.
    Arturo

  2. Filomena Mastantuono says:

    Che commozione vedere l’asilo della mia infanzia! E’ uno tra i ricordi più vivi della mia appartenenza a San Lorenzo Maggiore. Occorrerebbe veramente un recupero magari con una destinazione a piccolo museo del paese. Sono disponibile a fornire qualche idea se gli amministratori o l’Assessore alla Cultura fossero interessati.

  3. Elena Arati says:

    Il recupero sarebbe necessario. Nelle vicinanze nacque mia madre, Maria Giuseppina Goglia, nel 1939. Purtroppo è deceduta improvvisamente il 19 giugno scorso.